seed savers
per la tutela
delle specie in via di estinzione
si fa
promotore dei seed saver
contro l'estinzione che ci sta privando ogni anno
di molte specie che hanno caratterizzato la varietà biologica del nostro
territorio.
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Conferenza diversità biologica
dal 19.05.08 al 30.05.08
Emergenza biodiversità è il tema che verrà affrontato durante la nona
riunione della Conferenza degli Stati firmatari della Convenzione sulla
diversità biologica, che si tiene a Bonn dal 19 al 30 maggio. |
In questi ultimi anni un grave problema coinvolge
tutti, sia gente di città che di campagna: la perdita irreparabile della
biodiversità rurale, in particolare delle varietà di ortaggi e frutta. E’
necessario salvare la biodiversità affinché non si estingua e possa essere
passare
Chi sono i seed savers?
Silenziosamente, senza farsene un vanto, a proprie spese,
adottano e coltivano nei loro normali orti delle piante che, altrimenti,
avrebbero rischiato la completa estinzione, conservandone i semi per
ridistribuirli alle future generazioni: queste persone di genere un pò speciale
sono chiamate con il nome di seed savers, salvatori di semi.
Ma ciò che rende la loro azione degna di speciale considerazione è
che non si stanno occupando di curiosità botaniche conosciute da pochi
specialisti o di piante provenienti dalle mitiche foreste vergini. Il loro
impegno è piuttosto rivolto a salvare dei vegetali molto più comuni e sotto gli
occhi di tutti come patate, pomodori, peperoni, lattughe, cavoli, legumi,
cereali e altri, usati dall'umanità come cibo.
A rischio, infatti, è
Sono migliaia le varietà di ortaggi recuperate e tenute in vita
dai seed savers: oltre ventimila quelle salvate dall'associazione americana Seed Savers Exchange (www.seedsavers.org) ,
che opera dal 1975 e che, con oltre 8.000 soci, è sicuramente il gruppo più
attivo e meglio strutturato del pianeta.
In Italia è presente un'iniziativa di coordinamento guidata da Civiltà Contadina (www.civiltacontadina.it),
un'associazione dedita da qualche anno a progetti di recupero della cultura
rurale e che recentemente ha deciso di dedicare risorse ed energie a progetti
di salvaguardia di ciò che rimane della biodiversità del patrimonio di ortaggi
e alberi da frutto italiani.
Sono, infatti, molte le varietà che si sono estinte sotto la
pressione del fenomeno dell'erosione genetica. Basta un esempio: delle 25
varietà di cocomero italiane coltivate all'inizio del secolo ne rimane in vita
una sola, il moscadello a pasta gialla, i cui semi sono conservati nei
frigoriferi dell'orto botanico di Lucca. Le altre si sono del tutto
completamente perse, sostituite con quelle di provenienza americana.
Solo ultimamente, grazie soprattutto ai finanziamenti della
Comunità Europea, alcuni progetti regionali stanno promuovendo la ricerca di
questi antichi ortaggi.
Ad esempio il progetto della Regione Toscana che ha recuperato
circa 250 ecotipi di ortaggi e altrettanti di cereali e l'impegno profuso
dall'Istituto IMGV di Perugia, che ha fatto attente ricerche in tutta l'Umbria,
portando alla luce decine di varietà locali.
Spesso questi ritrovamenti vengono fatti negli orti di anziani,
che non hanno mai voluto comprare le sementi offerte dai negozi nelle bustine
di alluminio e che continuano ancora a coltivare quelle degli avi. Alle volte
lo fanno per alimentare un caro ricordo, ma più spesso perché riconoscono che
il gusto e la resistenza alle avversità e alle malattie di questi antichi
ortaggi è superiore che nelle varietà moderne.
Ma che succederà quando l'anziano agricoltore sarà costretto
dall'età a lasciare il suo orto? Chi rileverà questa eredità? Per questo motivo
è indispensabile che anche qui in Italia inizino ad operare dei seed savers,
per cercare e salvare le numerose varietà locali che lentamente cedono il passo
alle piante manipolate geneticamente.
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