seed savers

per la tutela delle specie in via di estinzione
 

si fa promotore dei seed saver

 contro l'estinzione che ci sta privando ogni anno di molte specie che hanno caratterizzato la varietà biologica del nostro territorio.

Conferenza diversità biologica
dal 19.05.08 al 30.05.08

Emergenza biodiversità è il tema che verrà affrontato durante la nona riunione della Conferenza degli Stati firmatari della Convenzione sulla diversità biologica, che si tiene a Bonn dal 19 al 30 maggio.
La Convenzione è stata adottata durante la Conferenza sull'ambiente e lo sviluppo delle Nazioni Unite a Rio de Janeiro nel 1992 e copre l'intero settore della conservazione e dell'uso sostenibile della biodiversità con riferimento agli habitat e agli ecosistemi, alle specie, alle popolazioni e alla diversità genetica. Particolare attenzione è riservata alla protezione delle foreste, degli ecosistemi marini, delle zone aride e sub-umide e delle acque interne. Inoltre la Convenzione rappresenta anche la più importante piattaforma di discussione del sistema internazionale di scambio delle emissioni e degli accordi ambientali multilaterali, oltre ad essere un forte strumento per promuovere i diritti delle popolazioni indigene.
All'incontro i partecipanti valuteranno i progressi realizzati verso l'obiettivo fissato dal Vertice mondiale di Johannesburg di ridurre significativamente il tasso di perdita della biodiversità a livello globale, regionale e nazionale entro il 2010.
La Conferenza prevede inoltre, dal 28 al 30 maggio, una sessione con i ministri o loro rappresentanti, durante la quale particolare attenzione sarà data alla biodiversità in agricoltura, alla strategia mondiale per la conservazione delle specie vegetali, alle specie esotiche invasive e alla biodiversità forestale.

 

In questi ultimi anni un grave problema coinvolge tutti, sia gente di città che di campagna: la perdita irreparabile della biodiversità rurale, in particolare delle varietà di ortaggi e frutta. E’ necessario salvare la biodiversità affinché non si estingua e possa essere passare alle future generazioni

Chi sono i seed savers?

Silenziosamente, senza farsene un vanto, a proprie spese, adottano e coltivano nei loro normali orti delle piante che, altrimenti, avrebbero rischiato la completa estinzione, conservandone i semi per ridistribuirli alle future generazioni: queste persone di genere un pò speciale sono chiamate con il nome di seed savers, salvatori di semi.

 

Ma ciò che rende la loro azione degna di speciale considerazione è che non si stanno occupando di curiosità botaniche conosciute da pochi specialisti o di piante provenienti dalle mitiche foreste vergini. Il loro impegno è piuttosto rivolto a salvare dei vegetali molto più comuni e sotto gli occhi di tutti come patate, pomodori, peperoni, lattughe, cavoli, legumi, cereali e altri, usati dall'umanità come cibo.

 

A rischio, infatti, è la biodiversità. Che questi ortaggi possano rischiare l'estinzione non è certo in discussione e, senza dubbio, li continueremo a vedere sulle nostre tavole ancora a lungo. A rischiare, invece, di estinguersi per sempre è la biodiversità delle loro varietà, soprattutto di quelle più antiche e di quelle tradizionali dei popoli nativi che, assieme a quelle uscite dalla produzione e non più rimoltiplicate dalle ditte sementiere, senza i seed savers sarebbero condannate a scomparire.

 

Sono migliaia le varietà di ortaggi recuperate e tenute in vita dai seed savers: oltre ventimila quelle salvate dall'associazione americana Seed Savers Exchange (www.seedsavers.org) , che opera dal 1975 e che, con oltre 8.000 soci, è sicuramente il gruppo più attivo e meglio strutturato del pianeta.

 

In Italia è presente un'iniziativa di coordinamento guidata da Civiltà Contadina (www.civiltacontadina.it), un'associazione dedita da qualche anno a progetti di recupero della cultura rurale e che recentemente ha deciso di dedicare risorse ed energie a progetti di salvaguardia di ciò che rimane della biodiversità del patrimonio di ortaggi e alberi da frutto italiani.

 

Sono, infatti, molte le varietà che si sono estinte sotto la pressione del fenomeno dell'erosione genetica. Basta un esempio: delle 25 varietà di cocomero italiane coltivate all'inizio del secolo ne rimane in vita una sola, il moscadello a pasta gialla, i cui semi sono conservati nei frigoriferi dell'orto botanico di Lucca. Le altre si sono del tutto completamente perse, sostituite con quelle di provenienza americana.

 

Solo ultimamente, grazie soprattutto ai finanziamenti della Comunità Europea, alcuni progetti regionali stanno promuovendo la ricerca di questi antichi ortaggi.

 

Ad esempio il progetto della Regione Toscana che ha recuperato circa 250 ecotipi di ortaggi e altrettanti di cereali e l'impegno profuso dall'Istituto IMGV di Perugia, che ha fatto attente ricerche in tutta l'Umbria, portando alla luce decine di varietà locali.

 

Spesso questi ritrovamenti vengono fatti negli orti di anziani, che non hanno mai voluto comprare le sementi offerte dai negozi nelle bustine di alluminio e che continuano ancora a coltivare quelle degli avi. Alle volte lo fanno per alimentare un caro ricordo, ma più spesso perché riconoscono che il gusto e la resistenza alle avversità e alle malattie di questi antichi ortaggi è superiore che nelle varietà moderne.

 

Ma che succederà quando l'anziano agricoltore sarà costretto dall'età a lasciare il suo orto? Chi rileverà questa eredità? Per questo motivo è indispensabile che anche qui in Italia inizino ad operare dei seed savers, per cercare e salvare le numerose varietà locali che lentamente cedono il passo alle piante manipolate geneticamente.

 

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